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Il Balanced Money Market come nuova leva di politica monetaria

Un nuovo strumento di politica economica per operare sia a livello macroeconomico che a livello microeconomico, per ridurre il debito da cui il mondo è sommerso e impostare una diversa prospettiva di crescita economica.

 

Introduzione

Gli strumenti a disposizione di chi fa la politica economica hanno dimostrato di essere inadeguati nell’affrontare la recente crisi in quanto frutto di teorie economiche novecentesche probabilmente superate in quanto progettate in un mondo in cui ancora non esisteva una forte interdipendenza dei sistemi economici e la loro dimensione era poco più che nazionale. Nel momento in cui avevano iniziato davvero ad operare queste teorie risentivano pesantemente dello scenario politico che si era venuto a creare, la Guerra Fredda, che non permetteva di applicare perfettamente tali modelli ad economie davvero aperte e quindi non poteva misurarne l’ efficacia da un punto di vista internazionale, al contrario di quanto poteva risultare all’interno dei singoli Stati. La prova di questa esperienza l’abbiamo avuta proprio con l’ultima crisi quando abbiamo verificato di essere impreparati proprio sotto il profilo economico. Inoltre gli economisti non sono stati in grado di inventare negli ultimi decenni modelli economici nuovi adatti ad un mondo globalizzato, avendo preferito puntare su modelli più teorici basati maggiormente sulla matematica come per esempio la Teoria dei Giochi. Una situazione analoga si è verificata anche in altre scienze come la Fisica in cui l’orientamento dominante è stato rivolto alla Fisica Teorica. Con una battuta potremmo dire che il mondo almeno in alcuni ambiti si è un po’ impigrito dal punto di vista scientifico e il risultato è stato che quando è arrivata la recente crisi economica globale i governi del mondo si sono trovati impreparati e hanno dovuto improvvisare un’azione di politica economica globale senza avere gli strumenti economici nuovi per poter operare. Così ognuno degli Stati coinvolti nella crisi ha iniziato a muoversi secondo una logica nazionale, applicando i vecchi modelli economici che avevano sempre funzionato, come l’incremento, senza controllo, della stampa della moneta. In più le autorità monetarie hanno ridotto a zero i tassi di interesse per far ripartire al più presto gli investimenti privati all’interno del singolo paese dato che era impossibile impostare un’azione di politica economica internazionale comune. Gli Stati Uniti sono stati i primi e di recente anche l’Europa ha seguito questo modello, basti pensare al c.d. Quantitative Easing (QE). Di fatto ognuno se l’è sbrigata a modo suo dato che non esistevano e non esistono attualmente, o forse non si sono ancora diffusi, strumenti nuovi adeguati all’economia contemporanea, legata a una dimensionalità elevata e perfettamente interdipendente del sistema economico che oramai è uno solo e globale. L’applicazione di vecchi strumenti, a macchia di leopardo, su scala mondiale ha portato ad alcune conseguenze molto negative: 1. L’aumento delle disuguaglianze. Si è puntato tutto sulla efficienza a scapito della equità. Sono state ricreate disuguaglianze che avevamo dimenticato e forse il mondo occidentale non è mai stato così diseguale in termini di distribuzione di ricchezza; 2. La progressiva distruzione del ceto medio nelle economie più avanzate; 3. Una riduzione del welfare state, dato che una conseguenza della recente crisi è stata l’introduzione in economia della possibilità anche per gli Stati di poter fallire, evento che ha portato a pesanti tagli di bilancio; 4. L’inadeguatezza dell’economia e dei suoi modelli a poter operare come strumento a disposizione delle istituzioni internazionali in modo complessivo; 5. Il cambiamento della funzione della moneta che viene a perdere la motivazione principale della sua stessa esistenza, quella di Mezzo di Scambio per diventare Mezzo di Salvataggio soprattutto per le banche; 6. La crisi del sistema bancario che non è più in grado di assolvere alle sue funzioni di prestatore di denaro per il sistema economico; 7. L’inutilità del tasso d’interesse come leva di politica economica per gli investimenti in economia; esso è diventato piuttosto uno strumento per frodare benevolmente il cittadino risparmiatore che si trova ad investire in prodotti finanziari sicuri, titoli di Stato, a rendimenti reali sotto lo zero! La conclusione di questa veloce analisi è che la scienza economica è rimasta indietro e non ha saputo produrre negli ultimi cinquant’anni dei modelli al passo con l’evoluzione del contesto storico mondiale. La soluzione alla recente crisi è stato il ricorso alle vecchie teorie che sono state sperimentate più che applicate in uno scenario molto diverso dai precedenti in cui non avevano mai operato e pertanto i leader politici hanno dovuto assumersi notevoli rischi. Inoltre, tali modelli non sono stati utilizzati direttamente dalle istituzioni internazionali, deputate ad operare su scala globale, ma dai singoli Stati e relative autorità monetarie. Nasce dunque la necessità di avere a disposizione degli strumenti di intervento globali e nuovi in campo economico appositamente pensati per una dimensione molto più grande dell’economia come mai è successo prima nella storia dell’umanità oltre che in un’economia perfettamente interdipendente.

L’obiettivo che ci si pone in questo breve scritto è quello di illustrare un nuovo strumento di politica economica, più precisamente di politica monetaria, a disposizione degli Stati, delle autorità monetarie e delle istituzioni internazionali come l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il G7, ecc., in modo tale che si possa evitare per il futuro il circolo vizioso tipico della politica monetaria espansiva dovuta al fatto che dietro l’emissione della moneta c’è sempre l’aumento del debito degli Stati e di conseguenza lo spauracchio dell’inflazione, c.d. inflazione attesa, dovuta ad imponenti emissioni di moneta. Il Balanced Money Market (BMM) che proponiamo è un nuovo strumento che partendo da aspetti microeconomici è in grado di poter affrontare e abbattere a livello macroeconomico gli incrementi di debito generati dalle recenti politiche monetarie espansive che hanno affrontato in modo vecchio la recente crisi economica, e poter fornire una exit strategy anche di tipo monetario a tutti i paesi che ancora hanno problemi enormi di liquidità o che devono evitare situazioni di baratro fiscale. Il BMM non è applicabile solo come problem solver, ma è anche un potentissimo strumento per impostare una reale crescita del PIL attraverso una nuova politica monetaria sempre di tipo espansivo, consentendo tuttavia di eliminare la traslazione sull’inflazione e riducendo l’influenza sui mercati dei tassi di interesse. Inoltre permette di evitare l’accumulo di debito che il mondo sta creando da qualche decennio a causa dell’operare della finanza, notoriamente distruttrice di valore in quanto operante nel campo dell’efficienza distributiva anziché di quella produttiva. Il BMM può essere applicato anche a livello microeconomico a singole imprese e gruppi di imprese e ad interi sistemi industriali. Si realizza pertanto un perfetto collegamento fra la microeconomia e la macroeconomia che è il limite di tante importanti teorie economiche che considerano i due ambiti come appartenenti a due mondi separati, proponendo ricette in modo troppo specifico e mirato come se i due ambienti fossero completamente divisi, mentre è assolutamente necessario che una teoria economica possa agire allo stesso modo sia nel piccolo che nel grande. Questo è anche il motivo vero per cui tutti gli economisti non hanno saputo prevedere la crisi del 2008, e chi lo ha fatto lo ha fatto più su basi intuitive che realmente scientifiche in quanto la maggior parte delle teorie economiche nate negli ultimi due secoli non consente di realizzare in modo completo questa interazione micro-macro che permette dalla micro di cogliere quei segnali precisi per interpretare in modo chiaro che cosa sta succedendo e quindi eliminare molte delle asimmetrie informative esistenti nei sistemi economici e agire di conseguenza in modo preventivo. Del resto si dice sempre che “prevenire è meglio che curare”! Il BMM si inquadra pertanto come una nuova leva macroeconomica nazionale ed internazionale, assolutamente interdipendente con la micro, a disposizione degli Stati e più ancora di istituzioni sovranazionali.

Descrizione

Il BMM è un sistema di gestione in tempo reale di compensazione di obbligazioni pecuniarie connesse ad operazioni facenti capo a piattaforme elettroniche fra tutti gli operatori di tutte le dimensioni economiche. Gli operatori commerciali nel mercato generano tra loro obbligazioni pecuniarie da regolare alla scadenza concordata. Frequente è l’intervento delle istituzioni finanziarie in veste di cassieri-finanziatori. Un sistema di clearing centralizzato, il Balanced Money Market, rappresenta pertanto l’evoluzione del meccanismo di regolamento delle obbligazioni pecuniarie. Il suo funzionamento può essere così sintetizzato: è un meccanismo che consente la trasformazione di crediti commerciali garantiti in strumenti di pagamento, di garanzia e di accumulo, alternativi ai costosi sistemi che per analoghe funzioni presuppongono la liquidità. Esso funziona anche per operazioni originate al di fuori di piattaforme di commercio elettronico. Catalyst ritiene questa invenzione particolarmente adatta a risolvere i problemi connessi alla necessità di disporre di liquidità e ad innovare l’economia anche sotto il profilo finanziario. Illustriamo qui di seguito alcuni tratti del meccanismo:

  1. il BMM è un sistema di compensazione multilaterale tra utenti abilitati ad usare la piattaforma quale strumento di pagamento: incasso e pagamento debiti e crediti;
  2. le regole che lo governano (tutti i crediti sono garantiti/assicurati) garantiscono la solvibilità in ogni momento del BMM, che in caso di necessità di liquidità potrebbe cedere i crediti scaduti e non pagati od escutere i garanti;
  3. poiché tutto avviene in tempo reale, in ogni momento, per ogni operatore è leggibile un “bilancio”: saldo delle garanzie ancora utilizzabili alle relative scadenze, saldo dei crediti e debiti alle relative scadenze, saldo dei debiti e crediti scaduti;
  4. sempre in tempo reale ogni operatore può trattare il proprio “bilancio” come un magazzino di “merci” e dare istruzioni al BMM di allestire una vetrina con le offerte di acquisto/vendita, al fine di ottimizzare la propria situazione finanziaria;
  5. il BMM è uno strumento di pagamento virtuale che si esprime sempre nelle monete degli operatori;
  6. i punti 3, 4 e 5 aprono agli investitori, e persino agli speculatori, una gamma infinita di possibilità di operare nel BMM. Per esempio può essere applicato a ristrutturazioni industriali nel caso in cui gli investitori (stakeholder) investissero direttamente nelle garanzie che il BMM concederebbe, in base a rating assegnati, al gruppo industriale stesso e agli operatori interagenti con quel gruppo di aziende. In tal modo, grazie ad un effetto leva, si genererebbe una liquidità 10 volte maggiore a quella raccolta dagli investitori poiché gli eventuali interventi di liquidità sarebbero ridotti solo a sanare eventuali sbilanci di compensazione al termine di innumerevoli transazioni che tra loro si elidono. L’effetto leva (oneri ed onori) viene pertanto riservato agli investitori, anche speculatori, o a soggetti “esogeni” al BMM, che possono essere autorizzati a conoscere i rating su cui ragionare per le rispettive scelte di investimento, operando sempre nell’ambito delle rigide regole di assoluto equilibrio del BMM, che bloccano automaticamente ogni tentativo di violazione di stabilità;
  7. esistenza di un gestore delle compensazioni nel BMM che mantiene in assoluta stabilità e affidabilità il BMM (rischio zero). Nonostante, l’equilibrio e l’affidabilità del BMM sia garantita da regole rigide, esse tuttavia possono consentire a investitori, cambisti, risparmiatori, speculatori, ecc. di scatenare la propria fantasia negli affari.

Vantaggi

Il proposto sistema di clearing delle obbligazioni pecuniarie presenta numerosi vantaggi per gli operatori che vi accedono:

  • riduzione dei rischi relativi al regolamento delle posizioni del BMM, al credito, al mercato, al cambio, agli aspetti legali, ecc.;
  • fruibilità/disponibilità piena dei propri crediti e garanzie nel BMM;
  • ottimizzazione delle fasi di esubero/carenza di liquidità/credito;
  • documentazione virtuale delle transazioni;
  • strumento di accumulazione, investimento, ecc.

L’applicazione BMM è di fatto un moltiplicatore delle attività economiche e degli scambi (più consumi e più investimenti), soprattutto in situazione di carenza di liquidità! Infatti, applicando il modello del BMM in chiave di politica monetaria, si può ipotizzare che un organismo finanziario centrale accordi alle istituzioni finanziarie accreditate apposite garanzie concedibili agli operatori economici in base a rating (fondati però sulla prospettiva di generare ricchezza reale) e spendibili dagli stessi operatori esclusivamente attraverso il BMM. L’intervento per fornire eventuale liquidità tradizionale potrebbe essere necessario solo per coprire differenze di compensazione e solo al termine di una pluralità di cicli economici: transazioni di segno opposto. In tal modo, i concedenti garanzie (di prima e seconda istanza) potrebbero risparmiare liquidità, la quale è in massima parte sostituita dal credito commerciale garantito che viene utilizzato attraverso le compensazioni come moneta per gli scambi tra operatori: ne consegue la possibilità di dilatare attraverso un effetto leva una massa di garanzie che può essere messa a disposizione per incentivare investimenti nell’economia reale, rendendoli per ampiezza di nuovo protagonisti di espansione economica generalizzata. Anche in questo caso la strategia Win-Win è quella di non creare eccesso di nuova liquidità, ma avere un surrogato che abbia nel concreto gli stessi effetti ed inoltre ottenere un’adesione spontanea degli operatori all’uso di strumenti di pagamento non formati da tradizionale liquidità (crediti garantiti del BMM), in quanto più convenienti e meno costosi della liquidità tradizionale (il costo della prima garanzia è distribuito tra tutti i pagamenti frazionari che potranno essere effettuati con il supporto di quella prima garanzia: quasi una moneta frazionabile, indistruttibile e per giunta tracciabile da un unico punto). I primi soggetti che dovranno regolare i loro scambi in questo modo saranno le imprese. Una volta avviato il sistema per le imprese, il modello potrà essere esteso a tutto il retail. Il modello è premiante per tutti gli operatori (imprese e lavoratori) che generano ricchezza reale, in quanto otterranno credito garantito da spendere, da accumulare o da investire; per converso è selettivo per gli operatori i quali potranno sopravvivere solo in forza di livelli crescenti di garanzie accordate o acquistate sul mercato del BMM alle regole del BMM.

 

Conclusione

Catalyst si spinge a paragonare il BMM alla email: nata per trasmettere un messaggio da un punto della rete ad un altro, successivamente associata all’uso dell’attachment, ha rivoluzionato i processi amministrativi dei paesi evoluti e le relazioni interpersonali, grazie alla fantasia degli utenti.



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